ASSISTENZA
LEGALE
“Va
data la massima priorità alla tutela dei
diritti umani e alla dignità delle persone
trafficate.
La definizione del termine "tratta"
nelle leggi, nelle politiche e nei programmi non
deve essere limitata allo sfruttamento sessuale.
Tale definizione deve essere abbastanza ampia
da coprire senza ambiguità altre finalità,
quali il lavoro forzato o vincolato, e altre pratiche
simili alla schiavitù. Deve usare un linguaggio
che tenga conto della differenza di genere e dei
problemi dell'infanzia, per mettere in luce che
donne e bambini/e sono i soggetti più vulnerabili
alla tratta.
Le persone trafficate non devono essere perseguite
penalmente per l'illegalità involontaria
del loro ingresso o residenza nei paesi di transito
e di destinazione, oppure per le attività
involontarie che svolgono come conseguenza della
loro posizione di persone trafficate.
Alle vittime della tratta deve essere fornita
assistenza legale e di altro genere nel corso
dell'azione penale, civile e di altra natura contro
i trafficanti. I governi vanno sollecitati a fornire
a queste persone permessi di soggiorno a tempo
determinato o indeterminato, alloggi protetti
e un'adeguata protezione testimoni nel corso dei
procedimenti giudiziari”. |
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Queste sono alcune delle priorità che l’UFFICIO
DELL'ALTO COMMISSARIO PER I DIRITTI UMANI DELLE NAZIONI
UNITE ha stabilito in un documento siglato a Ginevra
il 10 maggio del 2000.
L’assistenza legale risulta essere fondamentale nelle
diverse e successive fasi di reinserimento sociale di queste
persone, perché:
consente loro di abbandonare la condizione di clandestinità;
le informa sulla possibilità di esercitare diritti
che, spesso, nei Paesi da cui provengono, mancano del tutto
o sono fortemente sacrificati;
costituisce uno strumento indispensabile per permettere
loro di districarsi nel complesso di norme burocratiche
che caratterizza il nostro sistema;
svolge un’importante funzione di mediazione tra soggetti
deboli ed istituzioni;
svolge un’importante funzione di educazione alla legalità.
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