| LAVORO
IL CONTRIBUTO DELLE COOPERATIVE
SOCIALI DI TIPO B ALLA REALIZZAZIONE DI PERCORSI DI INSERIMENTO
LAVORATIVO NELL’AMBITO DEGLI INTERVENTI CONTEMPLATI
DALL’art. 18, L.40.
Le cooperative sociali di tipo B
si differenziano da quelle di tipo
A perché offrono, anziché servizi alla
persona, opportunità di inserimento lavorativo in
processi produttivi e sedi operative reali, coniugando le
richieste del mondo del lavoro con le esigenze dei soggetti
che, per i più svariati motivi, si sono allontanati
per periodi anche significativamente lunghi dal mercato
del lavoro.
Oggi l’assetto organizzativo e strutturale della maggioranza
delle cooperative sociali di tipo B consente di garantire
un monitoraggio costante e corretto degli inserimenti lavorativi
contemplati dall’art. 18 della
L.40, tentando di promuovere la progressiva autonomizzazione
dei soggetti coinvolti e di realizzare gli obiettivi legati
all’integrazione stabile, al termine del percorso
formativo previsto dalle borse lavoro, all’interno
dei luoghi di svolgimento del percorso stesso.
La gestione degli inserimenti lavorativi si svolge attraverso
diverse fasi:
1) PRIMA ACCOGLIENZA: analisi
della domanda in riferimento alle risorse disponibili e
ai limiti posti dal contesto e dal caso presentato.
2) VALUTAZIONE DEL POTENZIALE E DELLA
MOTIVAZIONE, esplorati attraverso colloqui individuali
nei quali sia possibile tracciare sia una breve ma esauriente
storia lavorativa del soggetto, nella quale vengano evidenziati
punti di forza e criticità, sia un bilancio delle
competenze possedute, riattivabili o trasmissibili attraverso
nuovi percorsi formativi.
3) PROGETTAZIONE DI UN INTERVENTO
INDIVIDUALIZZATO, il quale preveda azioni di supporto
sia sul versante formativo (affiancamento tecnico-professionale,
durante il periodo di stage, da parte di un referente aziendale)
che su quello psicologico (colloqui di sostegno), dedicando
particolare attenzione ai percorsi di socializzazione con
la cultura dello specifico contesto (monitoraggio dell’ingresso
nel gruppo di lavoro, esplicitazione delle regole, eventuale
confronto con i modelli culturali di appartenenza).
4) COSTRUZIONE E MANTENIMENTO DELLA
RETE dei servizi rivolti alla persona, per garantire
la correttezza e soprattutto la coerenza dei differenti
interventi e per trovare linguaggi, risorse e metodi condivisi
nella risoluzione dei problemi presentati dai singoli casi.
Il lavoro di rete può essere garantito attraverso
l’aggiornamento reciproco continuo tra operatori del
Comune e di altri servizi presenti sul territorio, i quali
si occupano di erogare le borse lavoro, e tutor aziendali.
5) VALUTAZIONE IN ITINERE DEL PERCORSO,
effettuata con il soggetto interessato dai responsabili
del progetto di inserimento, in modo da correggere eventuali
errori metodologici, risolvere eventuali problemi e difficoltà
emerse lungo il tragitto e formulare ipotesi sul cambiamento
possibile attraverso il lavoro.
A livello progettuale le imprese sociali offrono una collaborazione
estremamente preziosa nello sviluppo di un pensiero, all’interno
del gruppo di lavoro, che individui una corretta ed efficace
metodologia di intervento e gli strumenti idonei per facilitare
le connessioni tra le donne fuoriuscite dalla tratta e il
sistema produttivo, costruendo strategie per la valorizzazione
e la riattivazione delle competenze professionali già
in loro possesso e l’acquisizione di nuove competenze.
Tali riflessioni possono condurre alla definizione di un
protocollo per l’inserimento al lavoro che garantisca
l’adeguatezza delle proposte e limiti al minimo il
rischio di abbandono.
Le attività che le
cooperative possono svolgere sono così sintetizzabili:
Possibilità di svolgimento nelle proprie sedi operative
di percorsi individualizzati di inserimento lavorativo,
attraverso tirocini, stages e borse lavoro che prevedano
la realizzazione di interventi sia formativi che supportivi.
Attività di sostegno alla socializzazione con la
cultura del contesto di riferimento, con particolare attenzione
alle difficoltà riconducibili ai vissuti di inadeguatezza
o estraneità rispetto alle richieste del mondo del
lavoro e all’angoscia generata delle differenze, talvolta
notevoli, tra le rappresentazioni del lavoro nella cultura
di appartenenza e nel contesto lavorativo attuale.
Promozione e mantenimento di reti di attori e di servizi
in una logica di “cooperazione sociale”, per
condividere informazioni e strategie e trovare metodologie
di intervento condivise e omogenee tra loro.
Formazione/supervisione dei gruppi di volontariato impegnati
nel sostegno alle donne fuoriuscite dalla tratta, affinché
essi possano sviluppare riflessioni sulla relazione di aiuto
e ricevere ascolto, sostegno e valorizzazione delle attività
svolte.
Ruolo delle cooperative è anche quello di svolgere
un compito di rimotivazione al lavoro per preparare i soggetti
alla transizione verso imprese private del profit
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